Chi siamo e cosa facciamo
Siamo un team di specialisti che ha smesso di aggiustare vecchi fogli e ha iniziato a ridisegnare da zero il modo in cui le organizzazioni decidono come spendere.
Come si è evoluto il nostro metodo
Prime esperienze con budget tradizionali
Il punto di partenza è stato il riconoscimento di un problema comune a molte realtà: budget costruiti per inerzia, partendo dal consuntivo precedente e aggiungendo qualche percentuale. In questa fase iniziale il nostro team lavorava ancora con modelli tradizionali, ma vedeva crescere la distanza tra numeri e scelte reali. Le riunioni di budget diventavano esercizi formali, mentre le decisioni operative seguivano altre logiche. Questo contrasto ci ha portato a studiare approcci alternativi, fino a incontrare il principio del budget a base zero e a comprenderne il potenziale per contesti complessi.
Sperimentazione del budget a base zero
Dopo i primi test interni abbiamo iniziato a sperimentare il budget a base zero su progetti pilota, affiancando team finance e responsabili di area. Invece di imporre modelli rigidi, abbiamo costruito insieme schemi di domande, criteri di priorità e modalità di revisione. In questa fase abbiamo capito che il successo del metodo dipendeva meno dagli strumenti e molto di più dalla chiarezza delle regole condivise. Gli errori commessi nei primi cicli ci hanno aiutato a definire un percorso più realistico, con tempi e aspettative allineati alle possibilità delle strutture interne.
Nascita del percorso in tre livelli
Con l’aumentare dei progetti seguiti abbiamo formalizzato un’impostazione che oggi chiamiamo percorso in tre livelli: definizione delle responsabilità, costruzione del budget a base zero e cicli di verifica. Non si tratta di un corso teorico, ma di una serie di incontri operativi in cui i team lavorano sui propri numeri. In parallelo abbiamo rafforzato il dialogo con funzioni compliance e controllo interno, per integrare il metodo con le policy aziendali esistenti. Questo ci ha permesso di adattare l’approccio a settori diversi, mantenendo però la stessa logica di fondo: ogni euro deve avere un compito chiaro e documentato.
Affinamento continuo e focus sulla trasparenza
Negli ultimi anni abbiamo aggiornato il nostro modo di lavorare tenendo conto delle nuove esigenze di rendicontazione, degli standard di trasparenza richiesti e delle aspettative dei vari stakeholder. Il focus è passato dal semplice contenimento dei costi alla capacità di collegare il budget a base zero a obiettivi operativi, rischi e sostenibilità delle decisioni. Oggi continuiamo a migliorare il metodo con revisioni periodiche, confrontandoci con team finance, operations e controllo che cercano strumenti concreti, non slogan. Manteniamo una regola semplice: nessuna promessa irrealistica, solo un processo chiaro che aiuta a decidere come utilizzare le risorse disponibili.
Un team che vive ogni giorno numeri, procedure e discussioni di budget complesse
Marco Rinaldi coordinatore area pianificazione
Responsabile del metodo budget a base zero
Si occupa di tenere insieme il quadro generale quando i numeri iniziano a moltiplicarsi. Ha lavorato a stretto contatto con direzioni finance e operations, soprattutto in contesti regolamentati dove ogni euro deve avere un motivo documentato. Nel metodo del budget a base zero cura l’impostazione iniziale: definizione dei centri di responsabilità, criteri di priorità, cicli di revisione. È noto per porre la domanda scomoda al momento giusto, quella che separa una spesa “perché si è sempre fatto così” da una spesa davvero utile. I colleghi lo apprezzano per la capacità di tradurre concetti tecnici in decisioni pratiche e condivisibili.
Laura Conti responsabile implementazione operativa
Coordinatrice processi e adozione interna
Arriva dalle operations, non dalla teoria, e questo si vede in ogni progetto. Ha seguito realtà con molti centri di costo sparsi sul territorio, dove la sfida principale non è il file, ma l’allineamento tra persone. Nel nostro approccio al budget a base zero cura la parte di implementazione quotidiana: come raccogliere le richieste di spesa, quali domande porre ai responsabili, come trasformare i dati in un calendario realistico. Usa esempi molto concreti, spesso presi da errori passati, per far emergere criticità prima che diventino problemi. È particolarmente attenta agli impatti organizzativi, perché sa che un buon metodo senza adesione reale resta lettera morta.
Chiara Leone analisi e controllo continuo
Responsabile analisi voci di spesa
Ha un passato nella revisione interna e questo la porta a vedere subito dove i numeri non raccontano tutta la storia. Nel lavoro sul budget a base zero segue la parte di analisi dettagliata delle voci di spesa e la costruzione di schemi di controllo continui. Lavora spesso con team compliance e internal audit per assicurare che le decisioni di spesa siano documentate e coerenti con le policy aziendali. È apprezzata perché non si limita a evidenziare le anomalie, ma propone alternative pratiche e sostenibili. Il suo obiettivo dichiarato è semplice: nessuna riga di budget senza una spiegazione chiara, condivisa e verificabile nel tempo.
Federico Sala allineamento strategico operativo
Consulente senior per scenari di spesa
È il punto di contatto quando le domande diventano molto tecniche e servono confronti approfonditi tra reparti. Ha esperienza in ambienti dove i cicli di budget sono lunghi e coinvolgono molte funzioni, con priorità spesso in conflitto. Nel nostro approccio al budget a base zero si concentra sull’allineamento tra obiettivi strategici e richieste operative, aiutando i team a distinguere ciò che è essenziale da ciò che è semplicemente comodo. Usa spesso analogie prese dalla manutenzione industriale: se tutto è urgente, nulla lo è davvero. È conosciuto per la chiarezza con cui sintetizza scenari complessi in opzioni concrete, con pro e contro ben esplicitati.
I principi che guidano il nostro lavoro quotidiano
La nostra missione dichiarata
La nostra missione è aiutare le organizzazioni a smettere di trattare il budget come un esercizio formale e a usarlo come strumento concreto di scelta. Lo facciamo applicando il metodo del budget a base zero in modo strutturato, ma adattato alla realtà di ciascun team. Partiamo sempre da una mappatura chiara delle responsabilità, passiamo alla costruzione di un budget in cui ogni euro ha un compito preciso e chiudiamo con cicli di revisione che mantengono vivo il processo. Non promettiamo risultati identici per tutti, perché risultati may vary in base all’impegno interno, ma ci assumiamo la responsabilità di portare metodo, trasparenza e domande scomode quando servono.
La direzione verso cui stiamo andando
Immaginiamo organizzazioni in cui le discussioni di budget non siano più lotte tra reparti, ma conversazioni chiare su priorità e conseguenze. In questa visione il metodo del budget a base zero diventa un linguaggio comune tra finance, operations e direzione, non un adempimento tecnico delegato a pochi. Vediamo un futuro in cui ogni decisione di spesa è collegata in modo trasparente agli obiettivi, ai rischi e alle risorse disponibili, con meno improvvisazioni e più scelte consapevoli. Per arrivarci continuiamo ad affinare il nostro approccio, mantenendo una regola semplice: dire le cose come stanno, anche quando è scomodo.
Riservatezza e rispetto dei dati
Trattiamo i numeri con la stessa riservatezza con cui un team legale tratta i documenti sensibili. Questo significa accessi controllati, condivisione selettiva delle informazioni e attenzione a non esporre dati oltre quanto strettamente necessario. Siamo consapevoli che parlare di budget significa spesso toccare decisioni delicate, perciò manteniamo una netta distinzione tra ciò che serve al lavoro operativo e ciò che resta confinato agli organi decisionali.
Confronto senza pregiudizi interni
Non partiamo mai dal giudizio sulle scelte passate, ma dall’analisi di ciò che è successo e di ciò che serve ora. Il metodo del budget a base zero può mettere in discussione abitudini radicate e questo genera resistenze. Il nostro compito è creare uno spazio in cui ogni reparto possa argomentare le proprie esigenze senza sentirsi sotto processo. Preferiamo domande chiare a commenti impliciti, perché solo così si può costruire un confronto onesto e produttivo.
Metodo pratico e sostenibile
Riconosciamo apertamente che nessun modello funziona da solo. Per questo privilegiamo strumenti essenziali, procedure scritte e responsabilità definite. Ogni passaggio del budget a base zero deve essere ripetibile e comprensibile anche a chi entra nel processo in un secondo momento. Evitiamo soluzioni troppo complesse che rischiano di essere abbandonate dopo il primo ciclo di budget, concentrandoci invece su passaggi chiari, controllabili e documentati.
Equilibrio tra rigore e flessibilità
Ogni progetto di budget a base zero è un equilibrio tra rigore e realtà operativa. Sappiamo che gli imprevisti esistono e che le priorità cambiano, quindi il nostro metodo include momenti strutturati di revisione. Invece di rincorrere le urgenze, aiutiamo i team a integrare nuove esigenze in modo ordinato, esplicitando le conseguenze sulle altre voci di spesa. Così le decisioni restano coerenti, anche quando il contesto evolve.
Cosa dicono i responsabili che lavorano con noi
Giulia F.
Head Finance, Milano
Siamo arrivati al budget a base zero dopo anni di incrementi percentuali automatici. All’inizio il metodo ci è sembrato faticoso, perché costringeva ogni reparto a motivare ogni cifra. Il team di Mavunorexa è stato molto diretto nel farci vedere dove stavamo pagando progetti ormai marginali. La parte più utile è stata la costruzione di una struttura chiara per le richieste di spesa e le revisioni periodiche. Ora il confronto con la direzione è più trasparente e meno emotivo. Risultati e benefici dipendono comunque dall’impegno interno, quindi risultati may vary da un’azienda all’altra.
Luca R.
Direttore Operativo, Torino
Avevamo il classico problema dei piccoli costi sparsi che nessuno sentiva propri. Con il percorso impostato da Mavunorexa abbiamo dovuto rivedere molti automatismi e accettare qualche discussione scomoda tra reparti. Hanno avuto il merito di non vendere scorciatoie e di insistere su procedure semplici da mantenere nel tempo. Mi è piaciuto l’approccio pragmatico: pochi documenti, ma molto chiari, e un’attenzione costante agli impatti sulle operations. Se manca il supporto interno, il metodo resta sulla carta, quindi è bene saperlo fin dall’inizio.
Serena M.
Responsabile Controllo, Bologna
Cercavamo da tempo un modo per collegare il budget agli obiettivi reali dei progetti, non solo ai dati storici. Con Mavunorexa abbiamo introdotto il budget a base zero partendo da un’area pilota, così da capire errori e resistenze prima di estendere il metodo. Ho apprezzato molto la franchezza con cui hanno segnalato incoerenze nelle nostre richieste di spesa, senza girarci intorno. Il processo richiede impegno e tempo, ma in cambio abbiamo oggi una lettura più pulita di dove vanno le risorse. Consiglio questo approccio a chi è pronto a mettersi in discussione.